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50. ORGIA DEL SOLSTIZIO D'ESTATE p.1
04.07.2026 |
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"Poi un uomo e una donna di mezza età, arrivando a piedi dalla parte del ristorante, vennero a chiederci, senza esito, un accendino; “Noi non fumiamo… abbiamo altri vizi!!” feci ridendo a..."
Incombenze varie mi avevano impedito, per qualche tempo, di dare sfogo alla mia segreta componente femminile… poi, finalmente, la situazione si sbloccò. Era un sabato di giugno, ultimo giorno di primavera; mi ero organizzata per essere sola a casa, quindi con calma passai il pomeriggio a prepararmi per la sospirata “uscita notturna”. Procedetti con una depilazione total-body, cosa che facevo ogni estate e che mi rendeva particolarmente libidinosa… l’idea della mia pelle nuda e liscia da far accarezzare, leccare e mordicchiare a maschioni in calore mi inebriava come non mai! Lasciai per ultime una bella doccia e la barba, per avere il viso sufficientemente liscio nonostante ahimè i segni dell’età; infine una accurata rasatura anche attorno ai capezzoli. Arrivato il crepuscolo infilai un pantalone da trekking e una camicia maschile, presi il mio fido borsone con gli accessori necessari e mi avvia in macchina verso l’abituale destinazione, presso il mare. Coprii la distanza a velocità abbastanza sostenuta, col desiderio che cresceva man mano che mi avvicinavo alla meta… lasciata l’autostrada, raggiunsi il paesino nei cui discreti parcheggi ero solita mettermi en-femme.
La serata era molto calda, quindi avevo optato per un leggero abitino sexy senza maniche, con brillantini e tessuto a rete sul didietro, per mostrare il culetto incorniciato da minuscole mutandine. Sandali ai piedi, gambe nude, parrucca corta acquistata di recente, occhiali da donna con lenti della mia misura… infine un tocco di rossetto alle labbra, senza esagerare: in fondo, erano incontri notturni quelli in cui speravo! Indossai sopra il tutto un pareo scuro aperto davanti, abbastanza lungo da coprirmi il sedere finché non fosse arrivato il momento di mostrarlo sfacciatamente!
Appena pronta mi rimisi in strada, e dopo una decina di minuti arrivai a quello che ormai consideravo e definivo il “paradiso delle travestite”. Per strada incontrai numerose auto che stavano venendo via dal mare, chiaro indizio della notevole presenza di gente in spiaggia durante il giorno. Solito giro di controllo fino alla rotatoria esterna, poi senza indugio entrai nel parcheggio del noto ristorante e parcheggiai all’indietro, come ero solita fare, sul lato boscaglia/mare. L’eccitazione era al massimo, quindi non attesi il solito paio di minuti in macchina ma scesi, borsetta in spalla, e chiusi la portiera.
Arrivando avevo intravisto in uno dei parcheggi centrali il van della mia amica K (ribattezzato, scherzosamente, ”alcova mobile”), e verso di esso mi incamminai sculettando. Lei, l’immancabile parrucca bionda in testa, minigonna e corpetto con vistose coppe reggiseno, stava chiacchierando con un uomo non molto alto… mi avvicinai e salutai, unendomi ai due. L’uomo fece qualche battuta sulla serata, e proseguimmo con le tipiche chiacchiere di circostanza… poi lui si allontanò e si avvicinò a noi un’altra trav, matura e vestita in modo meno appariscente. Nel frattempo sulla strada e all’interno del parcheggio aveva luogo il solito carosello di auto, di certo uomini in cerca di sesso.
K accennò che stava aspettando una coppia conosciuta la sera prima, con cui intrattenersi; intanto nel parcheggio, tra le varie auto parcheggiate, c’era un certo movimento di maschi che rimanevano però a distanza. Poi un uomo e una donna di mezza età, arrivando a piedi dalla parte del ristorante, vennero a chiederci, senza esito, un accendino; “Noi non fumiamo… abbiamo altri vizi!!” feci ridendo a K, mentre quei due si allontanavano. Qualche auto entrava nel parcheggio e faceva il giro, illuminandoci nel tratto che percorrevano per uscire… d’istinto, mi annodai in vita i lembi anteriori del pareo, così da avere il culo in vista e accarezzato dalla luce dei fari che squarciava il buio, seppur coperto dalla rete posteriore dell’abitino!
Ad un tratto K riconobbe un’auto in arrivo ed esclamò sorridendo “…Quello è un marocchino che mi sono fatta tempo fa… è mooolto ben dotato, pulito e gentile… consigliatissimo!!”. La ascoltai con interesse naturalmente, immaginando desiderosa il cazzo di cui parlava, ma quell’auto proseguì fino in fondo al parcheggio. Nessuno non venne verso di noi, e passammo qualche altro minuto in chiacchiere; ad un certo punto K fece “Mah… stasera nessuno ci viene a cercare… devono essere tutti timidi!!”; a quella sua considerazione, d’istinto, ribattei che forse era normale… gli uomini in cerca di travestite, probabilmente, preferivano approcciarle a tu per tu e al buio… noi eravamo in gruppo, ben visibili in mezzo al parcheggio, e continuamente illuminate dai fari delle auto in movimento: forse tutto ciò li scoraggiava dal tentare l’approccio!!
A quel punto dissi a K e all’altra trav che sarei andata sulla passerella di legno che portava al mare, nella speranza di fare qualche incontro; in tal modo, poi, avrei anche lasciato più campo libero a loro due, nel caso qualcuno si fosse avvicinato. Detto fatto, mi incamminai sculettando sola soletta verso la zona buia in fondo del parcheggio, dove iniziava la passerella; vari uomini solitari, appoggiati alle rispettive auto o ai pali di sostegni delle tettoie, mi seguirono con lo sguardo… li scrutai appena e, speranzosa, mi inoltrai sul tavolato, tra l’altro rifatto di recente un po’ più ampio.
Incontrai subito un uomo, non molto alto, che guardandomi si portò la mano sull’uccello… forse era lo stesso che avevo trovato con K, ma non ne fui certa. Comunque, lui mi mise la mano sul culo ed io gli palpeggiai la patta dei pantaloni… quindi ci incamminammo insieme sulla passerella per portarci un po’ più lontano dal parcheggio. Ci fermammo alla prima piazzola sulla sinistra; io mi tolsi il pareo, mettendolo sul corrimano in legno, e la borsetta che appoggiai sul tavolato, in vista… poi lui tirò fuori il cazzo ed io, piena di voglia, mi abbassai sulle cosce in uno “squat” e glielo presi in bocca, cominciando a spompinarlo golosa.
Non era particolarmente dotato, ma sembrava pulito… meglio di niente!! Glielo leccai e succhiai, giocai con i suoi testicoli andando avanti col servizietto… con la coda dell’occhio, intanto, potei notare delle presenze nei pressi: altri uomini, voyeurs o in attesa di partecipare, pensai tra me e me. Mi rialzai brevemente, mi tirai il bordo del vestitino su fino in vita, mi calai le mutandine sulle cosce, poi mi riabbassai e ripresi a succhiare quel cazzo… con la speranza che, qualcuno dei presenti, mi palpasse il culo e mi infilasse le dita nel buchino, come avevo gustato in precedenti occasioni su quella stessa passerella… ma sul momento non successe nulla!
Pompino durante, continuai a guardarmi sovente attorno: la presenza dei guardoni mi faceva unicamente piacere, ma avevo timore che qualche pescatore notturno o bagnante ritardatario tornasse dalla spiaggia: non volevo certo offrire uno spettacolo di sesso ad estranei al gioco!! Intanto, gli uomini attorno a noi erano aumentati, forse erano una decina! I più guardavano restando a qualche metro di distanza, qualcuno si avvicinava e mi palpeggiava. Ogni tanto io mi rialzai e, con i capezzoli a nudo, mi feci leccare dal mio occasionale amante e da qualcuno vicino. Lui in più dedicò anche attenzioni al mio “pacchettino”, con palpeggiamenti pieni di desiderio.
Andammo avanti con il pompino e le effusioni per qualche minuto, sempre circondati da numerosi uomini… poi qualcuno dalla pelle scura arrivò vicino a noi, facendosi spazio tra loro: compresi, con piacere, che doveva trattarsi del marocchino di cui K aveva accennato! Quell’uomo si piazzò accanto a noi due; indossava una maglietta a maniche corte e dei pantaloni lunghi da ginnastica… non ci pensai due volte, e gli palpeggiai l’inguine, intuendo distintamente attraverso la stoffa un notevolissimo uccello, proprio come K aveva detto!! Beh… da lì ad infilare la mano dentro i suoi pantaloni fu questione di un attimo, e mi gustai con piacere il suo cazzone caldo tra le dita!
Trascorsi qualche istante con il grosso cazzo dello straniero nella destra e quello del primo uomo nella sinistra, mentre entrambi mi accarezzavano e mi leccavano i capezzoli, il collo… poi mi abbassai di nuovo e imboccai la gran cappella del marocchino: mi stava in bocca a fatica, ma fu un piacere improvviso e incredibile! Dopo un po’ di pompino esclusivo, ripresi in bocca anche il cazzo dell’altro uomo… e leccai, e succhiai quelle due mazze calde… senza trascurare, di tanto in tanto, di mettermi in bocca voluttuosamente tutte e due le cappelle insieme, cosa che raramente mi era capitata!!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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